A cura di Ilde Rampini
Una vicenda
intensa e piena di luci e ombre che ha come sfondo il mare “che non si può
spiegare”, che si delinea, come edera ferita, attorno ai filamenti di bisso
quando “il grande mollusco che li genera per ancorare la conchiglia al fondale
è immerso nell’oscurità”. Questo elemento, dono prezioso dell’acqua, aveva
bisogno di una maestria antica, era una sorta di rito che aveva un che di
sacro, seguiva una liturgia, che prevedeva una comunicazione con l’acqua e i
venti e rappresentava la speranza e, in qualche caso, la salvezza.
La storia di
Rossella si esplica in due fasi della vita, ma anche in due mondi
contraddittori, in cui la sua sensibilità viene messa a dura prova.
Il profondo
legame di amicizia che unisce Mimì e Brigida viene spezzato improvvisamente da
una tragedia e Mimì, che “ha in gola il cuore fermo dell’amica”, pensa a come
sarebbe potuta essere la sua vita se non ci fosse stata lei e quando ha una
figlia, si sente inadeguata perché non prova niente, sua figlia continua ad
esserle estranea. Si rende conto di provare tenerezza e senso di protezione nei
confronti di Rossella, che non è pronta a spargere sulla tomba della madre i
petali di rosa ed è tormentata da un profondo senso di colpa per i suoi sentimenti
colpevoli. Nel suo mare la luce non si smarrisce mai e Mimì deve insegnarla
anche a Rossella, nonostante le difficoltà e quella voce che è scomparsa nei
meandri del tempo, ma ha deciso che le insegnerà a scrivere e questo la
salverà. Vi è un luogo, lo Scoglio del Pianto, legato ad una leggenda, in cui
il destino sembra prendersi gioco di loro e del rapporto tra lei e Vicio, il
marito di Brigida, confondendo le carte della vita e affidando ai segreti i
passi incerti del futuro. La storia sembra ripetersi con Maria Emma, la sorella
di Rossella e il mistero sulla sua morte innesca una rete di dubbi e
incertezze, fino alla terribile rivelazione finale.
La scomparsa
di Rossella getta tutti nello sconforto, ma la ritroviamo, anni dopo, in una Casa di protezione e di redenzione, che
accoglie le donne “traviate”, portate lì dai padri o dai mariti in nome di un
assurdo senso di rispettabilità. Rossella vive una condizione straniante, ma è
consapevole che “in questa vita non può permettersi di dimenticare nulla”. Sono
costrette a lavare i panni sporchi che le persone affidano loro e attendono la
richiesta di matrimonio da parte di vedovi sconosciuti, ma vivono questa
realtà, come se non appartenesse alla propria vita. Rossella è sconvolta dalla
presenza, nell’istituto, di alcune ragazzine e si chiede quali peccati avessero
potuto compiere, ma che anche in quell’età possono esserci desideri oscuri che
lei aveva provato. Nasce un legame con Provvidenza, una ragazza piena di paure che
vuole proteggerla dalla cattiveria del mondo e con Concetta che si accorge di
aspettare una bambina e, quando nascerà, la chiamerà Alba, come il segno di un
miracolo e di un filo lieve di speranza in una realtà che soffoca le loro
emozioni, facendole vivere in una sudditanza psicologica, instillando nella
loro anima paure ataviche e terribili, perché la donna era considerata un
essere immorale. Le “traviate” non registrate vengono nascoste per non far
chiudere la Casa per irregolarità, ma
quando muoiono, vengono liberate dalle catene e si restituisce loro la propria
identità, perché non potevano parlare tra loro e non sapevano niente l’una dell’altra,
vivendo in una solitudine indicibile. Un'altra figura importante, con cui
Rossella intesserà, nonostante le difficoltà,
un rapporto profondo e intenso, fatto di silenzi e scarne parole è Pina,
che sembra cattiva, ma in realtà maschera il suo disagio esistenziale,
attraverso una rabbia feroce nei confronti di tutti perché non ha potuto
scegliere la sua vita: tutte quelle donne erano soltanto “corpi mossi da mani
altrui”. Pina le aveva offerto una possibilità, aveva arricchito la sua
scrittura, trasformandola in strumento di ribellione e consolazione e poi
decide di prendere i voti perché non si sente capace di prendersi cura degli
altri e di se stessa.
Alla fine il
cerchio si chiude e si scoprirà la verità e sarà proprio un essere innocente, a
trasformare tutto e a spingere Mimì ad un gesto definitivo, che la libererà
dall’angoscia di un segreto.
.jpg)