martedì 31 marzo 2026

BiblioIlde - La Malarema - Alessia Castellini



A cura di Ilde Rampini

Una vicenda intensa e piena di luci e ombre che ha come sfondo il mare “che non si può spiegare”, che si delinea, come edera ferita, attorno ai filamenti di bisso quando “il grande mollusco che li genera per ancorare la conchiglia al fondale è immerso nell’oscurità”. Questo elemento, dono prezioso dell’acqua, aveva bisogno di una maestria antica, era una sorta di rito che aveva un che di sacro, seguiva una liturgia, che prevedeva una comunicazione con l’acqua e i venti e rappresentava la speranza e, in qualche caso, la salvezza.

La storia di Rossella si esplica in due fasi della vita, ma anche in due mondi contraddittori, in cui la sua sensibilità viene messa a dura prova.

Il profondo legame di amicizia che unisce Mimì e Brigida viene spezzato improvvisamente da una tragedia e Mimì, che “ha in gola il cuore fermo dell’amica”, pensa a come sarebbe potuta essere la sua vita se non ci fosse stata lei e quando ha una figlia, si sente inadeguata perché non prova niente, sua figlia continua ad esserle estranea. Si rende conto di provare tenerezza e senso di protezione nei confronti di Rossella, che non è pronta a spargere sulla tomba della madre i petali di rosa ed è tormentata da un profondo senso di colpa per i suoi sentimenti colpevoli. Nel suo mare la luce non si smarrisce mai e Mimì deve insegnarla anche a Rossella, nonostante le difficoltà e quella voce che è scomparsa nei meandri del tempo, ma ha deciso che le insegnerà a scrivere e questo la salverà. Vi è un luogo, lo Scoglio del Pianto, legato ad una leggenda, in cui il destino sembra prendersi gioco di loro e del rapporto tra lei e Vicio, il marito di Brigida, confondendo le carte della vita e affidando ai segreti i passi incerti del futuro. La storia sembra ripetersi con Maria Emma, la sorella di Rossella e il mistero sulla sua morte innesca una rete di dubbi e incertezze, fino alla terribile rivelazione finale.

La scomparsa di Rossella getta tutti nello sconforto, ma la ritroviamo, anni dopo,  in una Casa di protezione e di redenzione, che accoglie le donne “traviate”, portate lì dai padri o dai mariti in nome di un assurdo senso di rispettabilità. Rossella vive una condizione straniante, ma è consapevole che “in questa vita non può permettersi di dimenticare nulla”. Sono costrette a lavare i panni sporchi che le persone affidano loro e attendono la richiesta di matrimonio da parte di vedovi sconosciuti, ma vivono questa realtà, come se non appartenesse alla propria vita. Rossella è sconvolta dalla presenza, nell’istituto, di alcune ragazzine e si chiede quali peccati avessero potuto compiere, ma che anche in quell’età possono esserci desideri oscuri che lei aveva provato. Nasce un legame con Provvidenza, una ragazza piena di paure che vuole proteggerla dalla cattiveria del mondo e con Concetta che si accorge di aspettare una bambina e, quando nascerà, la chiamerà Alba, come il segno di un miracolo e di un filo lieve di speranza in una realtà che soffoca le loro emozioni, facendole vivere in una sudditanza psicologica, instillando nella loro anima paure ataviche e terribili, perché la donna era considerata un essere immorale. Le “traviate” non registrate vengono nascoste per non far chiudere la Casa per irregolarità,  ma quando muoiono, vengono liberate dalle catene e si restituisce loro la propria identità, perché non potevano parlare tra loro e non sapevano niente l’una dell’altra, vivendo in una solitudine indicibile. Un'altra figura importante, con cui Rossella intesserà, nonostante le difficoltà,  un rapporto profondo e intenso, fatto di silenzi e scarne parole è Pina, che sembra cattiva, ma in realtà maschera il suo disagio esistenziale, attraverso una rabbia feroce nei confronti di tutti perché non ha potuto scegliere la sua vita: tutte quelle donne erano soltanto “corpi mossi da mani altrui”. Pina le aveva offerto una possibilità, aveva arricchito la sua scrittura, trasformandola in strumento di ribellione e consolazione e poi decide di prendere i voti perché non si sente capace di prendersi cura degli altri e di se stessa.

Alla fine il cerchio si chiude e si scoprirà la verità e sarà proprio un essere innocente, a trasformare tutto e a spingere Mimì ad un gesto definitivo, che la libererà dall’angoscia di un segreto.