martedì 3 marzo 2026

BiblioIlde - Una famiglia imperfetta - Luca Trapanese

A cura di Ilde Rampino

Una “famiglia imperfetta” che si definisce tale solo per chi non ha capito il valore profondo dei sentimenti e dell’unione di anime.

La targa all’ingresso del palazzo, in cui vi sono i nomi di Luca, Alba, Florinda, Francesco rappresenta l’autentico concetto di famiglia che comprende chi è legato da un profondo rispetto, dall’importanza della condivisione, dall’amore che unisce le persone al di là del mero legame di sangue, che spesso non è suffragato da un sentimento vero. I tantissimi oggetti che vi erano riflettevano la vita che era passata in quella casa, le gioie e i dolori, attraverso le voci che avevano riempito quelle stanze e l’autore ne sente il peso e la responsabilità di chi è chiamato a preservare il passato, per non dimenticare.

L’autore di questo bellissimo e intenso libro percorre le tracce della propria esistenza, sin dalla fanciullezza, in cui ha dovuto subire un dolore lancinante a causa della scomparsa di una persona cara, che segnerà per sempre la sua vita e lo porterà a fare scelte estremamente difficili. Da giovane, era alla ricerca del proprio posto nel mondo: il suo bisogno e desiderio di volersi aprire agli altri lo spinsero a trascorrere anni di volontariato e un periodo in seminario. A poco a poco non si era sentito pronto ad intraprendere quel percorso e si rese conto che la responsabilità più grande dobbiamo averla nei confronti di noi stessi. A contatto con gli altri, si  meravigliava di quanta incredibile ricchezza fosse nascosta in ogni essere umano. Esistevano ancora tanti pregiudizi nei confronti della disabilità, che spesso faceva paura ed era consapevole quanto la situazione fosse dura sia per coloro che la vivono in prima persona sia per chi sta loro accanto: vi era la necessità di creare un luogo di socialità e di crescita personale, che “sai di poter chiamare casa, anche se non è la tua casa”, luogo in cui valorizzare il proprio talento e scoprire le proprie potenzialità, vivendo una vita piena e realizzata . 

Un incontro fondamentale era stato quello con Florinda e Francesco: per Francesco l’infanzia era un eterno presente e si sentiva vulnerabile dinanzi alle cattiverie del mondo, mentre Florinda voleva organizzare la vita di tutti, aveva adottato Francesco La sua preoccupazione maggiore era il destino di Francesco, quando lei non ci sarebbe stata più e decide di adottare Luca perché Francesco fosse suo fratello, per dargli una famiglia e voleva a tutti i costi che suo figlio diventasse indipendente. 

La vita di Luca era arrivata ad un punto di svolta e si rendeva conto che, nonostante i pregiudizi, infiniti sono i modi in cui l’essere umano può esprimere il proprio amore, perché esiste una famiglia dovunque esiste l’amore: nel momento in cui la sua relazione con Lorenzo sta per finire, avverte dentro di sé un enorme vuoto, ma si rende conto che doveva abbracciare la propria sofferenza per poter rinascere a nuova vita.

L’arrivo di Alba nella sua esistenza rappresenta un momento fondamentale: si accorge che il suo desiderio più grande era diventare genitore e prenderne coscienza fu liberatorio. I progetti di Luca per dare nuove possibilità a chi vive una situazione di fragilità accolgono sempre più persone : la presenza di Florinda era determinante, per la sua grande capacità di relazionarsi con le persone, si era molto affezionata ad Alba.

Francesco va a vivere al Borgo con i suoi amici nella casa di accoglienza costruita da Luca, ma Florinda sente molta nostalgia di suo figlio e quando egli torna a casa, lei deve affrontare un terribile dolore che la lascerà annientata.

Il libro si chiude con una frase bellissima, densa di amore e profondità interiore: alla domanda di Luca: “Hai capito dove sono nonna Flo e zio Checco?”, Alba risponde: “Nel mio cuore”, un’affermazione che racchiude un mondo.