martedì 23 dicembre 2025

BiblioIlde - Ascolta la mia voce - Susanna Tamaro

Di Ilde Rampino

Un colloquio intenso, fatto di domande che a volte rimangono senza risposta e che diventa quasi una preghiera, inanellando parole dense di dolore e di rimpianto. Ritrovare in un passato attraverso scritti, gesti strani ed accorgersi che il passato è fatto di storie che coinvolgono altri esseri, altre solitudini e altre assenze. E proprio l’assenza di un volto caro o di un sentimento diventa qualcosa da cui partire per rigenerarsi, per ritrovare dentro di sé una scintilla di luce attraverso i ricordi, collegandoli a momenti che assumono un profondo significato, che hanno lasciato tracce nella sua infanzia, come il taglio dell’albero, che rappresenta per la protagonista la distruzione tangibile di un passato, con le radici che abbracciano il terreno.

La sua caduta ha trascinato con sé molte cose, mentre le cicatrici rimangono a graffiare la propria anima. Gli eventi e gli incontri diventano specchi, capaci di farci conoscere una parte ignota di noi stessi e a volte si vorrebbe ritrovare ciò che si è perduto nella casa che è “il luogo giusto dove tornare”. Ma il dolore, accumulato negli anni, si è trasformato in odio verso sua nonna e la ragazza non trova pace nella quiete, della campagna, dilaniata da una tensione interiore: ”avevo bisogno del dolore per sentirmi viva”.

La sua ricerca disperata di una foto della madre che la nonna ha fatto scomparire per non rivangare continuamente il dolore, portandosi dietro il peso dei gesti non fatti e delle frasi non dette e ciò provoca una sorta di degrado della casa e anche della propria anima. La memoria della donna comincia a popolarsi di fantasmi e diventa preda di manie di persecuzione, fino a una fine tragica, ma silenziosa, seguita poco dopo dalla morte del cane Buck che la accompagna in un estremo saluto. La protagonista vive un profondo smarrimento: “si sentiva come un sacchetto vuoto in balia del vento, che sembrava parlarle.

A poco a poco si rende conto che ognuno di noi è il risultato inconsapevole dei nostri genitori e antenati e quando scopre il diario di sua madre e legge le sue parole:”Libertà è il verbo degli anni a venire”, comincia a provare pena per sua madre e per quel bambino rifiutato. La donna le chiede perdono, perché si rendeva conto di “essere nata per vivere in un vicolo cieco” e affiorano i ricordi di sua madre che dormiva sempre persa nel labirinto del suo mondo e diviene consapevole che per lei “accettare il suo ruolo e morire era stata un’unica cosa”.

La protagonista inizia un difficile percorso interiore che la porta a conoscere suo padre, anche se lei desidera solo “uno sguardo che la risponda”. Lo squallore e la complessità dei suoi ragionamenti in cui si perde, la richiesta velata di incontrarla le creano un senso di disagio e di paura, perchè “le parole sono le tracce che lasciamo dietro di noi” e ognuno di noi ha una sua storia solo sua.

Il viaggio ad Haifa in Israele, per cercare il suo unico parente, è il tentativo di riannodare l’unico filo, per quanto slabbrato, che la lega alla sua famiglia, tornando  in un certo senso alle sue radici. I racconti di quel vecchio, ormai stanco, che vive nella nostalgia di un passato pieno di armonia, si è dedicato poi alla cura degli alberi, consapevole dell’importanza “di prendersi cura di ciò che è piccolo”. La morte di suo padre, solo e abbandonato, dopo aver fatto un ultimo tentativo  di chiamarla, la lascia sbigottita, soprattutto, quando legge le parole della sua ultima lettera: ”tu sei stata l’insperato della mia vita”.

Alla fine fa entrare la luce nella stanza per ripulirla dall’amarezza e riesce finalmente a riconciliarsi col proprio io, quello che si è cercato disperatamente, senza mai trovarlo, quell’io, diviso tra tristezza e incoerenza che ha bisogno solo di essere compreso e preso per mano


domenica 21 dicembre 2025

Solstizio d'Inverno 2025 - Michele Zarrella


Oggi domenica 21 dicembre 2025 alle 16:03 si avrà il solstizio di inverno. Il Sole, nel suo movimento apparente lungo l’eclittica, al momento del solstizio invernale, nel nostro emisfero, l’emisfero boreale, viene a trovarsi alla sua minima declinazione (altezza) rispetto all’orizzonte. Il Sole tramonta alle 16:23 e pertanto oggi è il giorno più corto dell’anno e la notte più lunga. Da domani comincerà ad allungarsi la durata diurna e diminuire quella notturna. 

In questo periodo la Terra è nella zona più vicina al Sole (il punto più vicino si chiama perielio) e il raggio vettore, segmento immaginario che congiunge il Sole al pianeta, è più corto pertanto, per la seconda legge di Keplero, l’arco di orbita percorso in un dato tempo è più lungo e quindi la velocità orbitale è maggiore rispetto a quella che si ha quando il pianeta è all’afelio, il punto più lontano dal Sole. 

Quante usanze intorno a questa rinascita del ciclo solare, Natale compreso. Spesso l’uomo quando non sa spiegare un fenomeno gli attribuisce attributi “magici”, “divini” o “oscuri”, e crea intorno ad essi “riti propiziatori”. Ma al di là dei riti che fanno comunità, l’uomo deve rispettare il pianeta che lo ospita per poter continuare a viverci il più possibile. Quindi quando si parla di riscaldamento globale non si tratta di “salvare” il pianeta – frase errata e fortemente deviante –, ma di salvare la nostra e tutte le specie viventi. In effetti per il pianeta la sparizione di una specie è più o meno pari ad una nostra deglutizione. Il pianeta continuerà a girare su sé stesso e intorno al Sole per altri 5 miliardi di anni circa con o senza una certa forma di vita che noi – molto, ma molto umilmente –, abbiamo nominato Sapiens-sapiens. Pertanto fra tre mesi, precisamente il 20 marzo 2026 alle ore 15:45 si avrà l'equinozio di primavera a prescindere da quello che farà il riscaldamento climatico.

Se il cielo sarà sereno, questa sera potremo ammirare il tramonto del Sole, che si trova  nella costellazione del Sagittario, alle ore 16:23. Dopo mezz’ora, quando avanzerà il buio apparirà verso ovest il Triangolo estivo che volge al tramonto formato da Vega della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Brilla, nella costellazione dei Pesci, Saturno, il pianeta con gli anelli che tramonterà alle ore 23:03. Alle 18:00 inizierà a sorgere Orione e un’ora dopo potremo ammirare Procione del Cane Minore e Sirio del Cane Maggiore. Betelgeuse, la super gigante rossa di Orione, Procione e Sirio costituiscono il cosiddetto Triangolo invernale. Alle 18:23 sorgerà Giove che si trova nella costellazione dei Gemelli vicino a Polluce, mentre dall’altro lato di Castore allo zenit brilla Capella la stella più luminosa di Auriga. Questa è la notte successiva la Novilunio pertanto non sarà possibile vedere la Luna. Ma brilleranno la grande costellazione di Orione per mezzo della quale è possibile ritracciare, allungando la linea della “cintura” verso sud (il basso), Sirio la stella più luminosa del firmamento. Invece portando lo sguardo verso l’alto della linea della “cintura” si incontra Aldebaran la stella più luminosa del Toro, di colore arancione. E vicino al Toro vi sono le Pleiadi. 

Buona visione con l’augurio di SERE SERENE e BUONE FESTE.