A cura di Gerardo Vespucci
In
questi ultimi giorni, almeno da martedì 24, ognuno ha avuto modo di esprimersi
sul voto Referendario, con analisi più o meno veritiere, approfondite, quasi tutti
sorpresi per la quantità di votanti in generale, ed in particolare per il voto
massiccio attribuito al No, con oltre 2 milioni di voti in più del Sì.
Per
quanto riguarda il Sud, abbiamo già avuto modo di commentare con un articolo il
risultato che ha visto le tre Regioni governate dalla destra attribuire oltre
un milione e mezzo di voti al No ed uno scarto di oltre 500 mila voti tra No e
Sì, contribuendo in buona parte anche al successo nazionale.
Non
ho letto, però, analisi e commenti relativi ai risultati in provincia di
Avellino ed in particolare a quelli della nostra Area, ormai nota, a tutti,
come Area Pilota Alta Irpinia.
A
dire il vero, sulle prime ho pensato anch’io che da noi ci fosse stata anche
nei nostri piccoli paesi una straordinaria affermazione del No a testimonianza di
una vigile coscienza democratica dell’elettorato. Purtroppo, mi son dovuto
ricredere analizzando attentamente i numeri prima dell’affluenza e poi delle
scelte tra Sì e No, specie in funzione del voto delle regionali di appena
quattro mesi fa.
Vi
offro, pertanto, il quadro riassuntivo dei risultati del Referendum distinti
nelle quattro aree in cui sono solito suddividere i 25 comuni interessati: per
quanto l’Alta Irpinia possa costituire un’unica realtà, in verità, tra Montella
e Monteverde prevalgono più le differenze che le analogie, ed allora è
preferibile individuare e ragionare per aree omogenee.
|
Area EST |
Elettori |
votanti |
% |
SI |
NO |
SI% |
NO% |
|
|
|
Andretta |
1390 |
721 |
51,87 |
265 |
447 |
37,2 |
62,8 |
|
|
|
Aquilonia |
1218 |
684 |
56,16 |
194 |
484 |
28,6 |
71,4 |
|
|
|
Bisaccia |
2868 |
1483 |
51,71 |
494 |
976 |
33,6 |
66,4 |
||
|
Cairano |
229 |
104 |
45,41 |
51 |
50 |
50,5 |
49,5 |
||
|
Calitri |
3521 |
2127 |
60,41 |
930 |
1183 |
44 |
56 |
||
|
Conza |
1018 |
583 |
57,27 |
213 |
368 |
36,7 |
63,3 |
||
|
Lacedonia |
1668 |
942 |
56,47 |
420 |
508 |
45,26 |
54,74 |
||
|
Monteverde |
556 |
321 |
57,73 |
131 |
185 |
41,5 |
58,5 |
||
|
Sant’Andrea |
1094 |
611 |
55,85 |
192 |
411 |
31,8 |
68,2 |
||
|
|
13562 |
7576 |
56% |
2890 |
4612 |
38% |
62% |
I
numeri sono eloquenti, non lasciano adito a dubbi: il No con i suoi 4612 vince
con oltre 1700 voti sui 2890. È un grande risultato? Sicuramente sì, ma ci
sarebbero da annotare un paio di altri dati: il 23 novembre scorso – quindi
solo quattro mesi fa – abbiamo votato per le Regionali.
Ebbene,
mentre al Referendum hanno votato 7576 persone, alle regionali, i
votanti erano 7379, in pratica solo duecento in più.
Ma
confrontando il No con i voti di Fico, che fece registrare 4389, si
scopre che il No ha avuto solo 213 voti in più; mentre il Sì con
i suoi 2890 voti, ha ottenuto 300 voti in più di Cirielli,
che ne ebbe 2573.
Già
questi dati, ad essere onesti, ci dicono che non ci sia stato l’exploit di cui
a prima vista si può pensare: certo, l’area ha confermato l’ottimo risultato
delle regionali, ma sempre di una conferma si tratta! Se devo indicare
una anomalia positiva, la indicherei nel voto di Calitri, che dalla
vittoria di Cirielli alle regionali con uno scarto di 60 voti,
si è passati alla vittoria del No per 250 voti.
Mi taccio sulla
vittoria del Sì a Cairano, dove Fico ha avuto 107 voti e Cirielli 24!
|
Area NORD |
Elettori |
votanti |
% |
SI |
NO |
SI% |
NO% |
|
Guardia |
1243 |
521 |
41,91 |
219 |
297 |
42,4 |
57,6 |
|
Morra |
936 |
535 |
57,16 |
153 |
376 |
28,9 |
71,1 |
|
Rocca |
654 |
332 |
50,76 |
144 |
178 |
44,7 |
55,3 |
|
Sant’Angelo |
3113 |
1507 |
48,41 |
604 |
891 |
40,4 |
59,6 |
|
Torella |
1638 |
800 |
48,84 |
354 |
438 |
44,7 |
55,3 |
|
Villamaina |
740 |
422 |
57,03 |
105 |
314 |
25,1 |
74,9 |
|
|
8324 |
4117 |
49,46 |
1579 |
2494 |
38,4 |
61,6 |
Per
non appesantire ulteriormente la lettura di tanti numeri, per quest’area mi
limito a segnalarne due assai significativi: alle regionali di novembre,
votarono 4472 elettori, al Referendum 4117, 350 in meno.
Ma
Fico ebbe 2956, il No ne ha avuti 2494, ben 450 voti in meno, di
cui ben 200 a Guardia e 136 a Sant’Angelo; mentre il Sì con
1579, ha avuto 434 voti in più dei 1145 voti di Ciriello!
|
Area OVEST |
Elettori |
votanti |
% |
SI |
NO |
SI% |
NO% |
|
Bagnoli |
2617 |
1267 |
48,41 |
444 |
810 |
35,41 |
64,59 |
|
Cassano |
764 |
396 |
51,83 |
161 |
233 |
40,86 |
59,14 |
|
Castelfranci |
1471 |
767 |
52,11 |
291 |
464 |
38,54 |
61,46 |
|
Montella |
5961 |
3203 |
53,73 |
1164 |
2006 |
36,72 |
63,28 |
|
Nusco |
3242 |
1.704 |
52,56 |
537 |
1149 |
31,85 |
68,15 |
|
|
14055 |
7337 |
52,2 |
2597 |
4662 |
35,4 |
64,6 |
In
quest’area, si segnala una partecipazione al Referendum superiore, seppur di
poco, a quella delle regionali, che fu di 7228 votanti, 100 in
più. Tuttavia, mentre Fico ha avuto 4837, il No 4662, ossia 175
in meno. Al contrario, Cirielli ebbe 1869 voti, mentre il Sì 2597,
cioè 720 in più! Ci sono alcuni paesi che meritano attenzione: il
primo è il voto di Montella, dove Cirielli ebbe 749 voti
ed il Sì 1164, 415 voti di differenza; il secondo Bagnoli
dove da 329 di Cirielli si è passati a 444 e Nusco dove da 322
si è passati a 537 (a Nusco, Fico aveva 1257!). Al contrario, si
sottolinea il risultato di Cassano, dove Cirielli aveva 209 voti
e il Sì 161.
|
Area SUD |
Elettori |
votanti |
% |
SI |
NO |
SI% |
NO% |
|
Teora |
1192 |
624 |
52,35 |
257 |
352 |
42,2 |
57,8 |
|
Senerchia |
629 |
252 |
40,06 |
133 |
116 |
53,41 |
46,59 |
|
Calabritto |
1867 |
783 |
41,94 |
360 |
413 |
46,57 |
53,43 |
|
Caposele |
2682 |
1479 |
55,15 |
594 |
863 |
40,77 |
59,23 |
|
Lioni |
4853 |
2569 |
52,94 |
1071 |
1469 |
42,17 |
57,83 |
|
|
11223 |
5707 |
50,85 |
2415 |
3213 |
42,3 |
57,7 |
In
quest’ultima area si registrano valori più confrontabili tra voto regionale e
quello referendario: la partecipazione di 5707 è praticamente uguale a
quella di novembre che era di 5732; Fico ebbe 3295 e il No 3213,
ma anche qui, mentre Cirielli ebbe 1950 voti, il Sì 2415, 465 voti in
più
Riassumendo,
nell’Area Pilota, Alta Irpinia, il No ha ottenuto sicuramente un chiaro
successo, con 14.981 voti, contro i 9.481 Sì, ed uno
scarto sicuramente significativo di 5.500 voti.
Detto
ciò, però, bisogna considerare con attenzione il fatto che Fico,
solamente 4 mesi fa, di voti ne ha avuto 15.477, mentre Cirielli
7.537, con circa 8.000 voti di distacco: insomma, il Referendum,
che ha visto il Sì soccombere anche e soprattutto nelle Regioni in cui
governa il centro destra (Basilicata, Calabria e Sicilia), vede un recupero di 2.500
voti, in un’area dove la destra non ha alcuna classe dirigente che sia degna di
questo nome.
Credo
di avere offerto vari elementi per analisi ancora più approfondite, ma voglio
concludere con una considerazione di carattere generale con uno sguardo verso
il futuro, un futuro che pur guardando alle prossime elezioni, vuole anche indicare
un orizzonte più vasto per chi verrà dopo.
Penso
al futuro della democrazia in quanto tale, sempre esposta ai rischi peggiori:
del resto, se in molte parti d’Italia – specie nel centro Nord – si sono
raggiunte percentuali di altri tempi ciò è avvenuto proprio perché il quesito
Referendario chiedeva di modificare ben sette articoli della
Costituzione con i quali si modificava radicalmente la struttura della
Magistratura, che , com’è ben chiaro, di fronte ad una maggioranza
parlamentare blindata (legislativo) che esprime il governo ( esecutivo) e
che controlla l’informazione ( il quarto potere) rappresenta l’ultimo baluardo
della democrazia, di quella liberale, non certo “popolare, socialista”.
Ma
la democrazia non è una espressione che si auto sostanzia, essa
deve vivere tra la gente e con la gente, e, per agire davvero, la gente, il
popolo deve partecipare. Ma anche la partecipazione resta un flatus vocis
se non si creano le condizioni della sua esercitazione: in Alta Irpinia su 47.164
elettori, si è espresso solo il 52,45%, con 24.737 voti; del
resto, alle regionali di novembre scorso la partecipazione al voto fu la
stessa, cioè di 24.861.
Non
so a voi, ma a me sorge spontanea la seguente domanda: i Sindaci, i Presidenti
dell’Area Pilota, della Comunità Montana, del Piano sociale di Zona sono
consapevoli di rappresentare una minoranza di cittadini? Oppure credono che sia
bastevole il loro impegno civico senza preoccuparsi minimamente di coinvolgere
tutta la comunità, e nel suo intero, non solo la parte che li ha eletti?
Da
quello che si vede, ahimé, questa consapevolezza è inesistente: essi si
gratificano di far corrispondere il processo democratico con la rappresentazione
che sé stessi ne fanno, visto che a discutere nei Consigli comunali, nelle
Comunità Montane, nell’Area Pilota e nel PsZ sono sempre e solo
loro, senza tentare nemmeno il coinvolgimento di quei pochi ancora interessati
alle sorti del territorio!
A
conferma di ciò, se si escludono alcune meritorie iniziative dei comitati del
No, nei nostri paesi quasi nessuna organizzazione locale – partiti,
associazioni - ha fatto “campagna elettorale” per rendere chiara la vera posta
in gioco di questo voto referendario.
E
così anche questo Referendum ha visto al voto solo poco più della metà degli
elettori, ed ha mostrato la sostanziale solitudine di chi ha il potere,
in paesi in cui giorno per giorno il senso di comunità si dissolve, mentre avanza
la chiusura nel privato di ciascuno.
Voglio
sperare che, a questo punto, chi può rinsavisca: chi ha compiti amministrativi
– di servizio – e di governo – di guida - dovrebbe comprendere che
per salvare davvero le nostre terre abbandonate è necessario, anche se
non sufficiente, attivare proprio la partecipazione della residua
popolazione, che è poi l’unica modalità che possa aumentare da un lato
l’energia complessiva del territorio e delle sue risorse umane, e dall’altro, la
voglia di pre-occuparsi della vita politica e civile e forse anche la voglia
di recarsi a votare.
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